Alghero Resort Country hotel

ArcheoTour Alghero

ArcheoTour Alghero.

Scopri la Sardegna ancestrale, vivi l’emozione del vivere di un popolo millenario.

Necropoli Anghelu Ruju (4.100 -1.900 a.C.)
Scoperto casualmente nel 1903, ed esplorato in successive campagne di scavo fino al 1967,  il sito di Anghelu Ruju ospita uno fra i più grandi cimiteri preistorici della Sardegna per il numero di tombe fino ad ora rinvenute.
Poco meno di 40  grotticelle artificiali (le famose  “domus de janas“) scavate in un bancone roccioso di tenera arenaria utilizzate da differenti culture a partire dal Neolitico Recente fino alla prima età del Bronzo.

Sito archeologico di assoluto pregio, misterioso e affascinante, porta il visitatore in un luogo in cui il rispetto del culto dei morti si fonde con il  rispetto della natura che queste popolazioni avevano e che, ancora oggi, si percepisce intatto.

Villaggio Nuragico Palmavera  (1750 – 750 a.C.).
Oltre 8.000 i nuraghi disseminati in tutta la Sardegna costruzioni che sfidano il tempo,  monumenti fra i più significativi delle antiche culture megalitiche del Mediterraneo occidentale.

E il villaggio nuragico di Palmavera si inserisce perfettamente in questo contesto presentandosi come uno dei siti più importanti e significativi che la civiltà nuragica abbia edificato nell’Isola.
Situato alle falde del monte omonimo, il complesso  di Palmavera si articola in due torri costituite da grossi blocchi di pietra calcarea e arenaria, situate al centro di un muro di cinta di forma pentagonale che ingloba al suo interno tre torri – capanna e la maestosa Capanna delle Riunioni.
Tutt’attorno si estende il villaggio composto attualmente da circa 50 capanne ma i cui resti  testimoniano il ricordo di un  passato in cui  un numero superiore di abitazioni componevano il nostro meraviglioso sito.

Necropoli S. Pedru.
Un progetto perfetto tra natura e costruito, uno spazio armonico disegnato dai rossi e bianchi delle rocce e dai verdi della macchia mediterranea.
Seimila anni fa in Sardegna c’era un popolo che scavava la roccia utilizzando strumenti di pietra per restituire il corpo dei defunti alla Grande Madre: la Terra.

La necropoli rupestre di Santu Pedru, scoperta casualmente nel 1959 ed esplorata dal prof. Ercole Contu, è costituita da 10 ipogei scavati nel tufo trachitico del versante meridionale dell’omonima collina.
I popoli che hanno utilizzato queste tombe nel corso del tempo, realizzavano grandi opere di affascinante bellezza, replicando le dimore dei vivi per dare conforto alle anime dei defunti durante il loro lungo viaggio.

La sintesi di tutto ciò è rappresentato dalla Tomba I conosciuta anche come Tomba dei Vasi Tetrapodi -o vasi a quattro piedi- di particolare interesse per la sua monumentalità e complessità,  all’interno della quale è possibile ammirare particolari architettonici e decorativi, simboli religiosi e tracce di ocra rossa, utilizzata per dipingere interamente le pareti con un chiaro significato  simbolico, rievocazione  del sangue e della rigenerazione.

Un’esperienza a cavallo dei millenni,
in collaborazione con la Coop Silt

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